domenica 3 gennaio 2010

Intervista a Chiara Santoianni, autrice de "Il diario di Lara"

Chiara Santoianni è una giornalista e una docente che ha scritto numerosi saggi, cura il sito Chiara's Angels e ha da poco pubblicato con ARPANet il suo primo romanzo chick lit intitolato Il diario di Lara. Ecco qui di seguito cosa mi ha raccontantato a proposito del suo libro e non solo...

- Quanto c'è di Chiara nel personaggio di Lara?
In Lara, di me c’è tutto... e niente! Ogni autore mette senz'altro una parte di sé nei suoi personaggi e nelle storie che scrive e anch'io mi sono ispirata, per le avventure di Lara, a episodi che mi sono realmente accaduti. Tuttavia, la mia protagonista è molto diversa da me: più giovane, è sempre a caccia dell'uomo giusto (che io, per fortuna, ho già trovato!) e veste in maniera più provocante, anche se in tutti i suoi tentativi di seduzione non perde la sua ingenuità. Sebbene io sia molto più disincantata di Lara, in lei c'è di me il credere ancora che la vita può riservarci qualche sorpresa, e – con il nostro impegno – realizzare i nostri sogni.

- Tu sei autrice di saggi, come mai per il tuo primo romanzo hai scelto il genere chick-lit?
In un certo senso, è stato il genere chick lit che ha scelto me! In realtà, non pensavo di scrivere un romanzo fin quando non mi si è presentata l'occasione del concorso ChickCult (www.chickcult.it) di ARPANet: con questo obiettivo, mi sono decisa a mettere nero su bianco un personaggio femminile che coltivavo già da tempo dentro di me: una ragazza dei nostri giorni, un po' pasticciona e surreale, che affronta tutti gli imprevisti con una forte dose di autoironia. A pensarci bene, credo che non potrei scrivere altro che chick lit, o perlomeno letteratura umoristica: se scrivo narrativa, è per mettere in luce gli aspetti divertenti e assurdi della vita.

- Lara è praticamente ossessionata da Cosmopolitan, ma non sempre i consigli che legge sulla sua rivista preferita danno buoni frutti. Cosa pensi delle riviste femminili?
Sì, “Cosmo” è in un certo senso la migliore amica di Lara, il suo rifugio, l'universo con cui confrontarsi. Questo non significa che i Cosmoconsigli la portino sempre al successo! Per la verità, non sono mai stata molto attratta dalle riviste femminili, almeno fino a una certa età, quando sono diventata assidua lettrice proprio di Cosmopolitan, che comunque mi capitava di leggere già dalla fine degli anni ’70 ed è tuttora l'unica rivista femminile che ogni tanto compro. Credo che bisogna fare una distinzione: alcune riviste, Cosmo in primis, sono senz'altro ricche di spunti e di consigli utilissimi, a volte fondamentali; altre servono solo a passare il tempo dal parrucchiere...

- Tutte le donne possono identificarsi facilmente nel personaggio di Lara: ama lo shopping, è fissata con la dieta, adora stare con le amiche e spera di realizzarsi nel lavoro. Ma quanto è difficile essere donna in un mondo in cui le cose sono facili solo se sei bella e sfacciata (come Ginger) e il merito viene messo sempre in secondo piano?
Anche nella mia vita c'è stata una Ginger e ho potuto constatare con i miei occhi che, per quel tipo di donna, tutte le porte si aprono magicamente. Ma sono anche pronte a richiudersi con altrettanta facilità, se dietro un bel viso, un bel corpo e una disponibilità spesso solo apparente (agli uomini piace sognare) non c'è anche l'impegno e il cervello. Lara non è perfetta, ma ce la fa, sia pure con molta più fatica di altri. Il mio è quindi un messaggio di speranza per tutte le Lara di questo mondo, che a lungo andare avranno sempre la meglio sulle Ginger, purché credano in se stesse. Quel che è difficile, oggi, non è soltanto affrontare la rivalità femminile, ma essere donne in un mondo che è ancora degli uomini.

- Ne Il diario di Lara gli uomini, invece, non fanno una bella figura. Il fidanzato Oscar perde la testa per una francese, il capo agevola la sua amante...
Esatto. Tutte le figure maschili del libro sono decisamente negative, poiché riflettono i peggiori aspetti del mondo degli uomini, quelli con cui noi donne ci confrontiamo quotidianamente ma che spesso non riusciamo ad ammettere. Credo che non riuscirò mai ad avere una visione totalmente positiva dell'universo maschile, ma prometto che nel sequel cercherò di essere meno impietosa!
- Una caratteristica del tuo libro è che ci sono molti viaggi: Parigi, Londra, una crociera nel Nord Europa. Immagino che siano posti che hai visto davvero. Cosa rappresenta il viaggio per te?
A Parigi e Londra sono stata più volte, la crociera sui fiordi norvegesi resta ancora un sogno! Ho avuto la fortuna di poter viaggiare ovunque fin da piccola e ciò mi ha aperto molto la mente, facendomi conoscere altre realtà. Oggi sono costretta a viaggiare di meno e sento davvero la mancanza di orizzonti più spaziosi: per me il viaggio è soprattutto conoscenza e arricchimento, ma anche grandi spazi naturali incontaminati. Nel prossimo romanzo, Lara viaggerà ancora...

- Lara ha anche avuto qualche esperienza da supplente e ha una pessima opinione della scuola, tanto che cerca in tutti i modi di evitare di tornare a insegnare. Visto che tu sei anche una docente, cosa pensi della scuola oggi?
Anch'io, come Lara, ho una pessima opinione della scuola di oggi, mentre un bellissimo ricordo di quella di un tempo. Che, purtroppo, non tornerà più. Oggi gli alunni sono ingestibili, ma la colpa non è soltanto della modernità con le sue continue sollecitazioni: è facile attribuire la colpa alla playstation, quando chi dovrebbe coltivare i ragazzi a casa non è in grado o se ne disinteressa, e chi dovrebbe motivare i docenti li disincentiva, anzi li perseguita.

- Non anticipiamo il finale... ma ti chiedo una cosa: i soldi fanno la felicità?
Non credo che i soldi facciano tutta la felicità, ma ne possono fare almeno una parte. Possono servire a realizzare un grande sogno, ad esempio. E non sempre ce ne vogliono tantissimi. Se avessimo dei soldi, né io né la mia protagonista cambieremmo il nostro stile di vita; semplicemente, ci daremmo definitivamente alla scrittura!

giovedì 24 dicembre 2009

"Come posso farcela", il primo romanzo di Elena De Paoli

Un'assidua frequentatrice di questo blog è finalmente approdata in libreria con il suo primo romanzo. Parliamo di Elena De Paoli che ha scritto Come posso farcela, edito da Neftasia (356 pagg., 16 euro).
Potete trovare il libro su Ibs e presto anche in libreria (da metà gennaio).
Per sapere di più su di lei oltre quello che trovate qui di seguito visitate il suo blog.


L'AUTRICE - Elena Depaoli, studentessa di Lettere dell’Università di Pavia, è una degli autori del sito Dols.net e ha collaborato con la rivista incentrata sul marketing Dailynet. Ha anche collaborato con alcuni articoli per Ragazza Moderna e Cioè. Questo è il suo primo romanzo.

LA TRAMA - Dopo l’ennesimo colloquio di lavoro fallito, Melissa conosce un uomo in un bar, che si rivelerà essere il proprietario della più importante agenzia letteraria cittadina. Colpito dalle affermazioni della ragazza, le offre una grandiosa occasione: diventare l’assistente del vicepresidente. La promessa di uno stipendio da favola e benefit a non finire spinge Melissa a firmare immediatamente il contratto, senza sospettare che è come se avesse firmato un patto col demonio. Il vicepresidente è Ludovico Castelli, intelligentissimo ma altrettanto capriccioso erede dell’attività, di appena diciotto anni. Il lavoro consiste nel fare da balia al ragazzo e nel tenerlo lontano dai guai, ma lui le rende la vita difficile e cerca in ogni modo di farla licenziare. Impegnata a evitare i colpi bassi del suo capo, Melissa non si accorge nemmeno che l’affascinante fratello maggiore di lui ha deciso che è perfetta per diventare la sua moglie con contratto di scadenza…

LA FRASE - Lavoravo ai suoi ordini da due giorni ed ero già convinta che l’assassinio era da legalizzare se perpetrato contro di lui.

sabato 7 novembre 2009

"Il diario di Lara" di Chiara Santoianni

Il diario di Lara è tra i primi titoli della collana ChickCult di ARPANet: romanzi al femminile caratterizzati da uno stile leggero e frizzante la cui protagonista è una donna in carriera in un contesto legato alla cultura. L'autrice è la partenopea Chiara Santoianni e qui di seguito vi presentiamo lei e il suo libro.

Ecco che cosa succede a una Cosmo-addicted! Quando la vostra migliore amica è una rivista, può accadere veramente di tutto: il Cosmosapere non si discute! E allora, per riconquistare il vostro uomo, non resta che mettere in pratica i preziosi Cosmoconsigli: credete che basti organizzare un romantico week-end a Parigi, oppure una crociera verso i fiordi del Nord Europa? E la scorta di push-up spray? E le gustose barrette afrodisiache da recuperare via Internet? Se poi non si raggiungono i risultati sperati, poco male: tanto vale prepararvi a una piacevole vita da single, coltivandovi le amicizie sincere, dedicandovi a specialissimi trattamenti di bellezza e rimboccandovi le maniche per guadagnare tanti punti al lavoro (mai provato con i Chupa Chups?) Un diario esilarante, ambientato a Napoli, che accompagna lungo la via per la felicità attraverso le pagine di Cosmopolitan.

Autrice - Chiara Santoianni, nata a Napoli nel 1966. Laureata in Lettere moderne, giornalista e docente, ha iniziato a pubblicare nel 1984, collaborando a numerosi quotidiani e periodici italiani. È autrice di Popular Music e comunicazioni di massa (ESI 1993), Sicurezza informatica a 360° (EdMaster 2003), Enogastronomia, Turismo Balneare, Turismo Giovanile, T. Enogastronomico (Electa Napoli 2004-2006) e co-autrice di Pacific Coast (Edimar 1999) e Napoli, la costa le Isole (De Agostini 2002). Il libro è di 212 pagine e costa 10 euro.

«"Posso accomodarmi?" ho detto, guardandolo dritto negli occhi e nel contempo sfilandomi lentamente il soprabito (bianco, come quello di Sharon Stone in Basic Istinct: la conversazione con la nonna mi ha ispirato). Poi, ho accavallato le gambe e, in mancanza di una sigaretta (non fumando, mi avrebbe creato qualche problema), ho estratto dalla borsa un Chupa Chups, iniziando a scartarlo con delicatezza. Il Boss mi guardava un po’ stranito.
"Ho apprezzato molto il tuo ultimo pezzo" ho detto. "Un grande articolo, davvero. Dovrei prendere lezioni da te" (un po’ di adulazione ammorbidisce il terreno, rendendo l’obiettivo più vulnerabile). A questo punto ho iniziato a succhiare con arte il lecca-lecca, senza staccare gli occhi dal Boss. Devo
avere un po’ esagerato, perché lui mi osservava ipnotizzato, con la bocca socchiusa (grande Cosmo! Non l’avrei mai detto, ma il metodo funziona). In quel momento, è entrata Ginger. "Chupa Chups! Non li mangio da una vita! Me ne offri uno? La nuvoletta delle fantasie erotiche del Boss si è spostata in un millisecondo da me a Ginger. "Vado a scrivere" ho detto al Boss, ma non mi ascoltava ormai più, intento a seguire le evoluzioni della lingua di Ginger sulla disgustosa pallina a strisce rosa e bianche...»

"Spritz! Ho rubato un ritratto (ma per amore di un megabastardo)" di Laura Ruzickova

Spritz! Ho rubato un ritratto (ma per amore di un megabastardo!) è il primo romanzo di Laura Ruzickova pubblicato da Arpanet. Ecco una presentazione del romanzo e della sua autrice.
Anita, giovane storica dell’arte, è alle prese con i problemi che affliggono oggi ogni fanciulla: la ricerca di un lavoro, i chili di troppo, un guardaroba sfornito e gli uomini sbagliati, ma tanto sbagliati. La sua vita, in una Padova bella e a-la-page, viene completamente sconvolta da un dipinto che ritrae un uomo dal fascino misterioso, di cui non può non innamorarsi. E quando le sembianze del ritratto si incarnano in un ispettore della Dogana - duro e rigoroso ma dal fascino irresistibile - la storia di Anita si complica ancor di più, intrecciandosi in un intrigo internazionale, con un salto nella Cecoslovacchia di metà Ottocento - alle origini del dipinto. Un ritmo via via più serrato, scandito dalle “convocazioni Spritz” di Anita e del suo gruppo di amici, per un appassionato epilogo a sorpresa.

Autrice
- Nata a Praga da padre padovano e madre cecoslovacca, Laura Ruzickova vive a Cadoneghe, in provincia di Padova, e lavora con il marito nel settore doganale. Da sempre avida lettrice, ha riscoperto appena due anni fa il suo giovane amore per la scrittura.
Il libro ha 222 pagine e costa 10 euro.

“Mentre il cameriere ci propone un antipasto
di salumi tipici (soppressa) con misto di verdure in vinaigrette (sottaceti), crema di legumi alla padovana (pasta e fagioli), grigliata di animali da cortile allevati allo stato brado (pollo), con crema di mais (polenta) io avverto una specie di disturbo, un ostinato e fastidioso tarlo mentale si insinua nella mia mente. Il locale sembra sparire...”

Da ARPANet un'iniziativa editoriale per le aspiranti scrittrici di chick lit

Ricevo e pubblico un comunicato che può interessare a molte scrittrici:

ChickCult è la nuova collana ARPANet in cui la narrativa chick-lit si fa cult: in una parola "Culturale"! ARPANet invita tutte le donne scrittrici o aspiranti scrittrici a candidare, entro il 30 marzo 2010, romanzi, raccolte di racconti e racconti brevi o lunghi che abbiano come protagonista una donna giovane, dinamica, in carriera, e che lavori in un contesto legato alla cultura come, ad esempio, università, musei, gallerie d’arte, associazioni o fondazioni culturali, redazioni giornalistiche, teatri, case di produzione cinematografiche. L’esito dell’iniziativa editoriale potrà dare luogo alla pubblicazione di romanzi, raccolte di racconti o minilibri in formato pocket – in base alle caratteristiche delle opere che perverranno. I primi titoli della collana ChickCult: “SPRITZ! (Ho rubato un ritratto ma per amore di un megabastardo!)” di Laura Ruzickova e “Il diario di Lara. Una single cosmocomica alla ricerca della felicità” di Chiara Santoianni (che vi presentiamo a parte nd bradipina). Nata nel 1998 come casa editrice online realizzando uno tra i primi portali letterari su Internet (www.ARPANet.org), dal 2002 la Società Editoriale ARPANet pubblica su carta testi di narrativa e poesia della nuova letteratura contemporanea. Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell’iniziativa editoriale. Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.ChickCult.it Blog della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.wordpress.com Sito della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.it

domenica 18 ottobre 2009

Le mamme non mettono mai i tacchi: nuova edizione per Boopen Led

Luana Troncanetti non smette mai di regalare soddisfazioni!
Ecco che il suo divertentissimo libro
Le mamme non mettono mai i tacchi viene ripubblicato, sempre per Boopen, ma nella collana Boopen Led, che per ora comprende solo otto titoli, tra cui L'Enciclopedia degli scrittori inesistenti, cui la stessa Luana ha partecipato lasciando spazio al suo alterego Raggianti Allegrani Serenella. Il libro si può ordinare on line, da questo link, mentre qui potete leggere l'inter
vista che le ho fatto un po' di tempo fa.
Per chi vive a Roma o si trova a passare dalla Capitale, i libri si possono trovare anche presso la LIBRERIA liber.meTE, Via del Pellegrino 94, dove il 7 novembre ci sarà la presentazione di Le mamme non mettono mai i tacchi e di Sotto la bottiglia di Filippo Kalomenidis. Conduce Monica Maggi, e sarà presente anche Aldo Putignano, direttore di Boopen Led.

Ecco la nuova copertina.

Ed ecco di nuovo una breve presentazione della nuova edizione del libro, riveduto e ampliato:
"Tuo figlio ubbidisce meno del pit bull di casa? Ogni volta che vedi S.O.S Tata in tv ti viene un attacco di panico? Sogni frequentemente di sciogliere tua suocera nell’acido muriatico? Non trovi mai il tempo per fare la ceretta, tanto che i peli superflui iniziano a spuntare fuori dalla trama dei tuoi jeans?
Se sei spesso esausta, sciatta, trasandata, una ex donna, ovvero una mamma che non mette mai i tacchi, con questo libro scoprirai, ridendo, che sono tante le donne come te, che vorrebbero cadere in coma per un paio di giorni solo per riposarsi. Scoprirai che non esiste la mamma perfetta, e quanto sia normale avere la casa disastrata, dei figli impossibili e la vita sociale di una marmotta svenuta.
Se aspetti un miracolo che ti permetta di crescere il tuo bambino senza fatica, rinunciaci subito: unisciti al club delle madri imperfette, frulla e butta giù dalla finestra il manuale della genitrice impeccabile e affidati a Le mamme non mettono i tacchi, una ribelle e ironica antiguida sul come svolgere il difficile mestiere di mamma; un libro che non ti insegnerà certo ad essere una madre migliore, ma riuscirà almeno a farti sorridere.
Con o senza tacchi".

La ragazza fantasma di Sophie Kinsella

Anche se con sommo ritardo, qualcosa sul nuovo libro della divina Sophie Kinsella lo dovevo proprio scrivere. Premetto che l'ho finito di leggere da più di un mese e che l'ho comprato praticamente prima che uscisse, ordinandolo via internet. Ovviamente ho fatto bene, perché anche questo nuovo romanzo merita.
Partiamo dal titolo. In italiano è La ragazza fantasma e ha un senso perché la protagonista, Lara, vede, parla e diventa amica di una ragazza fantasma, Sadie. In inglese però è ancora più sensato perché è Twenties girl, cioè La ragazza degli anni Venti. Perché più sensato? Perché Sadie è la prozia di Lara morta a 105 anni, solo che Lara la vede come era nel 1927 a 23 anni, con un modo di pensare e vestire tipicamente degli anni '20, quando appunto la prozia era giovane e bella.
E siccome Sadie è sempre molto insistente e sa come imporre a Lara il suo volere, quest'ultima si ritrova spesso a comportarsi da folle e a vestirsi con abiti degli anni '20 rimediati in qualche negozietto vintage. Risultato: il bello di turno, Ed, chiama Lara "ragazza degli anni '20". Quindi questo appellativo si riferisce sia a Sadie che a Lara, mentre in italiano quest'idea non è resa nel titolo.
Sophie non sceglie mai niente a caso, nemmeno i titoli e spero che gli editori italiani la rispettino un po' di più, come hanno fatto per esempio con Ti ricordi di me?, il cui titolo è rimasto invariato.
La trama è molto più complicata di quello che può sembrare dal risvolto di copertina. Ame piace molto la chick lit, ma non impazzisco per tutti i differenti filoni che si sono venuti a creare. La mia preferita rimane sempre la Kinsella forse proprio perché la sua non è solo chick lit. Riesce a inserire nei romanzi sempre un risvolto quasi giallo. Niente di grave, ovviamente, non si parla di omicidi, ma di storie che ti tengono concentrata sulle pagine fino alla fine.
In questo libro Lara è alle prese con una sorta di indagine per ritrovare la collana senza la quale Sadie non vuole passare all'aldilà... E cercando il gioiello (prezioso solo su un piano affettivo), scoprirà molto di più di quanto si aspettava. Inoltre, grazie alla prozia, riuscirà anche a dimenticare il ragazzo per cui si struggeva e a trovare un nuovo amore, Ed, che ricorda tanto il caro Luke di I love shoppinhg, probabilmente perché anche per questo personaggio Sophie si è ispirata a suo marito.
Insomma, La ragazza fantasma si inserisce di diritto tra i miei libri preferiti tra quelli scritti dalla Kinsella perché è intrigante, avvicente, non annoia nemmeno per una pagina e ha due protagoniste originali e meravigliose.
Credo che sia il più lungo di tutti e forse anche il meno chick ma più chic!

giovedì 16 luglio 2009

Luana Troncanetti ha vinto il Premio Troisi



La nostra amica Luana Troncanetti, una delle prime ad aver "usufruito" di questo blog per farsi conoscere, ha vinto il Premio Massimo Troisi per il miglior monologo di cabaret. Il pezzo che le è valso questo prestigiosissimo riconoscimento si intitola Vacanze? No grazie, ho smesso e presto lo vedremo pubblicato da Comix insieme con gli altri pezzi vincitori del premio intitolato al grande attore napoletano.
Intanto, divertitevi a leggere l'intervista che Luana mi ha rilasciato in esclusiva :-) per il sito Comedy Planet. Cliccate qui e divertitevi con la simpatia della nostra amica.

venerdì 20 marzo 2009

"Odio, gli inganni della vita" di Patrizia Targani Iachino

Avverto subito che il romanzo che presentiamo oggi non appartiene al genere della chick lit, ma è un testo che vale la pena leggere, perché affronta argomenti sempre attuali.
Ho concosciuto la sensibile autrice di questo libro che si intitola Odio, gli inganni della vita, edito da Zona, grazie a Luana Troncanetti e a... Facebook.
Lascio a lei la parola, invitandovi a leggere questa interessantissima opera.

Prima di raccontare del mio secondo romanzo, credo sia opportuno presentarmi, come solitamente si usa per iniziare a conoscere una persona: mi chiamo Patrizia Targani Iachino, il secondo cognome indica non uno stato nobiliare ma più semplicemente il legame con il mio paziente marito (scrivere “paziente”, riferendosi a un medico sembra un segno del destino!). Sono un’imprenditrice, nel senso che è una vera e propria impresa (fatica) seguire la mia piccola azienda, direi a conduzione familiare, gestita da due soci e con due dipendenti. Avevo vent’anni quando piena di entusiasmo giovanile ho investito il mio capitale in quest’azienda e oggi ho deciso di aprirne un’altra a conduzione personale, investendo su me stessa.
Non è facile parlare di se stessi, mi è molto più facile scrivere. Proprio attraverso la scrittura riesco a dare voce alla parte più nascosta di me, quella che neppure io stessa conoscevo. Difatti, fin dalle prime pagine scritte di getto, ho capito, rileggendole, che in qualche modo coabitavano dentro di me creature che avevano la necessità di cercare la luce e la mia penna è stata il tocco magico che, liberandole, ha dato loro voce. Sulle prime credevo d’essere posseduta da diverse tipologie di donne di età differenti che fremevano e si agitavano per farsi notare da me. Ho trascorso un “periodo letterario” molto fertile e pure caotico durante il quale scrivevo qualunque cosa: pensieri, poesie, la prima bozza di Odio e in contemporanea la stesura del mio primo romanzo pubblicato nel 2005, Riflessi. Non a caso era la storia di una donna affetta da sdoppiamento della personalità, una sorta di dott. Jackill e mister Hide al femminile, come fossi io stessa la vittima inconsapevole di un’apparente lotta tra due donne.
Quasi per gioco ho partecipato a un concorso internazionale letterario, vincendo il secondo premio (Il Maestrale – Marengo d’Oro di Sestri Levante), caricandomi di nuovi stimoli. E’ con questa emozione nel cuore che ho ripreso la bozza di Odio, nata dalla lettura di articoli sulle riviste femminili e, soprattutto, prendendo spunto da una lettera in particolare, inviata al direttore del giornale, nella quale chiedeva aiuto su come comportarsi in seguito al tradimento del marito. Sono molto sensibile al dolore femminile e a tutte le sue sfumature, quindi mi è venuto spontaneo chiedermi come mi sarei comportata se mi fossi trovata in quella situazione.
L’idea era già stata abbozzata nella prima stesura di Odio ma non approfondita. Ecco allora che una delle mie inquiline mi ha prepotentemente preso la mano e ha voluto indossare a forza i panni della protagonista. Non sapevo cosa sarebbe accaduto dopo le prime pagine e, in genere, vengo a scoprirlo quasi insieme al lettore, subito dopo averlo scritto. Silvia, dipinta a mia immagine e somiglianza sia nella fisicità che nel carattere, affronta percorsi di vita reali e di fantasia, anche se tengo a precisare che nulla è inventato. Considero, difatti, le opere di fantasia testi come quello di Harry Potter o quelli di fantascienza. Io scrivo la realtà della vita, fatti che accadono o possono capitare a chiunque. Non invento nulla: rubo alla realtà quotidiana, complicando un po’ la vita ai miei personaggi in una continua sfida con me stessa, mettendo alla prova i miei sentimenti, facendo vibrare le corde delle mie emozioni e permettendo alle mie protagoniste di vivere una vita propria. C’è una sorta di transerft in tutto questo. Quando scrivo, vivo realmente la loro storia in prima persona. Entro, come la medium di Ghost, nella mia protagonista e con lei soffro, piango e rido di ciò che io stessa inconsciamente l’obbligo a vivere ed è qui che entra in gioco l’immaginazione: i miei ricordi diventano quelli della protagonista e le vicende che vivrò non sono altro che i miei sogni o le mie paure, come fosse sufficiente scriverle per poterle vivere o allontanarle. Così come l’acqua dolce del fiume s’incontra con quella salata del mare, alla fine si fondono insieme, regalando emozioni ad ognuno di noi.
Ecco perché mi è venuto istintivo affrontare l’argomento del tradimento. Come tutte le donne ne ho paura e, ponendo la mia protagonista in una situazione estrema, ho voluto capire come mi sarei comportata al suo posto. Tutti, chi prima chi poi, hanno dovuto subire degli inganni e Silvia, una donna che ha vissuto nella bambagia, circondata da affetto e benessere, una donna-bambina che ha sempre considerato la vita come un gioco, ha ricevuto gli inganni più duri proprio dalle persone che più ha amato: suo padre prima e suo marito dopo. Ecco il motivo del sottotitolo: "gli inganni della vita”. Silvia ha vissuto l’abbandono del padre come un tradimento, rompendo l’incantesimo in cui pensava di vivere per sempre.
Ho ritenuto appropriati i ripetuti riferimenti al mondo delle favole, scritti in corsivo per distinguerli dalla narrazione, rafforzando il contrasto tra i due mondi: quello adulto e quello infantile di Silvia. La storia della dualità sembra ripetersi nei miei romanzi ma mentre in Riflessi ho evidenziato la lotta tra il bene e il male, in “Odio” racconto la storia di una bambina che abita nel corpo di una donna. La vita le infliggerà dei dolori che la costringeranno a crescere e a identificarsi in un’unica persona.
L’evoluzione della bambina e il doloroso passaggio dal suo mondo di favole e principesse a quello più duro ma reale della vita in tutta la sua struggente bellezza, con i suoi dolori e le sue gioie. Anche nelle favole c’è la strega cattiva ma nelle fiabe il bene vince sempre sul male, nella vita reale no. Puoi sempre incontrare l’orco dietro l’angolo di una strada.
La bambina imparerà crescendo ad accettare anche il male che la vita ti può riservare. L’ostinarsi a non crescere per rimanere nella gabbia dorata t’impedisce di vivere e il non affacciarsi alla vita, per evitare di farti male, ti nega anche le sue gioie, costringendoti a guardare in modo perenne la tua casetta delle bambole. Se quella bimba aprisse la porta di casa troverebbe forse anche il lupo cattivo ma, sicuramente, anche molte cose positive e l’intero mondo, così come la sua vita, sarebbe diversa e più felice.
Il romanzo scritto con l’apparente necessità di affrontare un tema che mi aveva colpito è, in realtà, una semplice copertura per portare alla luce un ben più grave problema che avevo tenuto sigillato in un forziere nel fondo del mio cuore. Avevo vent’anni quando ho subito violenza e per altri venti ho taciuto, nascondendo il mio dolore a tutti, fingendo che non fosse mai accaduto. Ho indossato il mio sorriso migliore e con quello ho convissuto fino a quando la scrittura non ha preso il comando, impedendomi di continuare a sopportare un peso troppo oneroso per me. Quella bambina che aveva subito un trauma tanto violento non è riuscita più a rimanere in silenzio: scrivere mi ha permesso di liberarla e di affrontare con la giusta maturità il dolore, guardandolo negli occhi. Ho inserito le due pagine reali della violenza subita in un romanzo dove non tratto dell’argomento nello specifico ma sono quasi confuse, come due perle nere in un mare di fango. Non era mia intenzione coinvolgere il lettore in un dramma personale ma è stato un atto liberatorio per me che lo avevo vissuto, trasformando un semplice romanzo in un percorso terapeutico. Oggi sono più serena, conservo ancora le cicatrici del mio passato ma affronto il presente con il mio viso, a volte sorridente, a volte no, convivendo con le mie rughe nel cuore conscia che non potrà esistere alcun lifting che le potrà spianare, ma orgogliosa di aver dato voce al mio silenzio e di aver cresciuto la bambina che era in me come la migliore dei miei figli.

giovedì 5 febbraio 2009

"Meglio un uomo oggi" di Geppi Cucciari

L'attesissimo seguito di Meglio donna che male accompagnata è in libreria. Il secondo romanzo di Geppi Cucciari è edito dalla Mondadori ed è intitolato Meglio un uomo oggi.
Fino a pochi giorni prima dell'uscita il titolo indicato dalla casa editrice era
La vita è bella. I fianchi un po' meno poi si è optato per uno più simile al titolo del primo romanzo.
Le premesse sono ottime per bissare il successo del primo libro, che era pubblicato da Kowalski, o magari aumentare ancora di più le vendite e Geppi lo meriterebbe proprio, perché è una delle migliori rappresentanti della chick lit italiana, sicuramente la più divertente.
In questo secondo lavoro letterario la comica sarda parla ancora dei suoi rapporti con le inseparabili amiche d'infanzia
Stefania e Lucia e con Michele, il bel designer d'interni che aveva conosciuto nel corso del primo libro. Per le tre amiche si profilano profondi cambiamenti nella vita sentimentale. Lucia, in particolare, la donna in carriera, dovrà affrontare la gravidanza e la convivenza con il padre del suo bambino, Tommaso, che era stato il suo primo fidanzato da adolescente e con il quale ha cominciato da poco una nuova relazione dopo anni di separazione. Stefania ha una storia con Pietro, un tipo bizzarro che fa battute imbarazzanti e sembra vivere ancora negli anni '80. Ma la storia più travagliata è proprio quella di Geppi con il suo Michele: una giovane e bella collega di lui metterà in crisi la coppia.
Questa volta Geppi è più "scrittrice" rispetto al primo romanzo (comunque bellissimo), nel quale venivano riportate moltissime battute prese dai suoi monologhi a Zelig. Nel nuovo
divertentissimo e romantico libro, l'attrice sarda si rivela all'altezza delle grandi scrittrici britanniche del filone della chick lit. La trama è frizzante, i personaggi suscitano tanta simpatia (tranne Erika ovviamente, la biondina spasimante di Michele) e Geppi è sempre Geppi: insuperabile!
Meglio un uomo oggi è una sorta di Sex & the city de' noantri, meno glamour ma certamente esilarante e ricco di riflessioni condivisibili sull'amore, l'amicizia e la vita di coppia.
Il libro fa parte della
collana Arcobaleno, costa 17 euro per 180 pagine di risate con una delle comiche più amate d'Italia.

lunedì 5 gennaio 2009

Il trailer italiano di "I love shopping"

Signore carissime, è arrivato anche in italiano (da circa tre settimane, ma perdonatemi, ero in altre faccende affaccendata) il trailer del film I love shopping, tratto dall'omonimo romanzo dell'adorata Sophie Kinsella. Ve lo propongo qui sotto (è praticamente uguale alla versione in inglese che ho postato un po' di tempo fa, ma doppiato).
D'ora in poi lo vedremo spesso in tv perché manca poco più di un mese all'uscita del film nei cinema italiani. La fatidica data è il 27 febbraio (in Usa esce il 13, in Inghilterra il 20 e se volete la lista di tutti i paesi eccola qui).
Io posso dire già che VOGLIO IL MAC DI BECKY!!! Rosa shocking, bellissimo, poi sapendo che è un Mac è ancora più bello... Stendiamo invece un velo pietoso sui vestiti che hanno fatto mettere alla povera ragazza.
Vi ricordo che la protagonista sarà Isla Fisher (Becky), affiancata da Hugh Dancy (Luke Brandon), Kristen Ritter (Suze), Joan Cusack e John Goodman (i genitori di Becky), Nick Cornish (Tarquin), Robert Stanton (Derek Smeath).
Vi segnalo anche il (lentissimo) sito ufficiale del film e il myspace (sempre ufficiale).


domenica 30 novembre 2008

"Donne nello Specchio" di Antonella Diamanti

Tra le qualità meravigliose di Facebook c'è quella di permettere a gente con gli stessi interessi di conoscersi. Ho il piacere di presentarvi una delle mie nuove amiche "facebookkiane": Antonella Diamanti (che spesso si firma con lo pseudonimo Mitla), autrice di Donne nello specchio, raccolta di racconti edita dalla casa editrice Akkuaria. Potete comprare il libro da Ibs (con uno sconto del 20 per cento) o direttamente dalla casa editrice. Intanto, lascio la parola all'autrice che presenta se stessa e il suo lavoro.

Quando qualcuno mi chiede di parlare di me, mi assale il panico. Strano per una che si definisce scrittrice; ho il classico blocco da foglio bianco.Che ci sarà mai da dire di così importante della mia vita dopo il: “mi presento. Mi chiamano Diamanti Antonella, mamma, impiegata e nel poco tempo libero scrittrice ...”. Eccolo qui il blocco in agguato.

Parlo allora del mio libro, delle mie tredici storie: ma sono così diverse tra loro! Nella mia raccolta c'è un po' di tutto: realtà, fantasia, mitologia, umorismo... troppo? No, vi assicuro che non è così. Ho voluto sperimentare, in questi racconti, tutto ciò che era possibile: dallo stile alle tematiche. Mi è piaciuto parlare di Morgana, ma anche dei Sioux, della diversità, della solitudine, del lutto e altri ancora. ... è un bel sogno uscito dal cassetto. Forse potrei definirmi così: una testa piena d'idee e pensieri che prendono forma e vivono con i miei personaggi. Potete trovare un racconto della mia raccolta qui (ma è solo uno e vi assicuro che sono tutti diversissimi fra loro). Qui ci sono alcuni pareri lasciati da chi mi ha letta. E adesso devo proprio scappare ho un'idea sul fuoco, devo scriverla, prima che scappi e si bruci.

Antonella Diamanti

domenica 12 ottobre 2008

La collana "i narratori" di Boopen

Boopen ha lanciato la collana "i narratori", che seleziona dieci titoli scelti "per originalità, capacità comunicativa, evocatività di suggestioni peculiari all'ambiente culturale che ne ha visto la genesi".
Vivace e mutiforme sono gli aggettivi che Boopen ha scelto per questa nuova collana che offre ai lettori volumi "agili, curati, che presentano scritti dal taglio brillante e sempre piacevole: romanzi, testi umoristici, ricettari, racconti e anche ciò che va oltre i vincoli di ogni genere letterario".
Tra i dieci libri selezionati ci sono anche il mio Abbasso Cenerentola! e Le mamme non mettono mai i tacchi della mia amica Luana Tr0ncanetti.

mercoledì 8 ottobre 2008

Blog: Le Commari e Comedy Planet

Ormai si è capito che bazzico qua e là nella rete e oltre questo blog ne porto avanti degli altri. L'avventura olimpica è finita e con la mia socia fille de poche abbiamo aperto il nostro nuovo spazio di delirio mediatico che non poteva avere nessun altro titolo se non "Le Commari", chiaramente con due "emme" perché da che mondo è mondo le vere commari sono quelle del Sud, proprio come me e la fdp, che veniamo una dal tacco e l'altra dalla punta dello stivale... Passate a trovarci numerosi, l'indirizzo è http://lecommari.wordpress.com. L'immagine che vedete qui sotto è della straordinaria artista Anne Taintor ed è quella che ci rappresenta meglio.
Come se non bastasse, ho finalmente avviato il mio progetto di creare un sito interamente dedicato alla comicità e presto sarà on line, nel frattempo si può già visitare il blog ad esso connesso: Comedy Planet - il blog.


Il trailer del film "Confessions of a Shopaholic"

Sophie Kinsella ha avvertito le sue fan anche tramite facebook: il trailer del film Confessions of a Shopaholic è pronto e si può vedere su YouTube.
Le riprese sono finite e il film dovrebbe arrivare nelle sale cinematografiche americane (e forse anche inglesi) a febbraio. Già dalle poche immagini si capisce che non è l'esatta trasposizione del libro cui è ispirato, in Italia intitolato I Love Shopping. La stessa Kinsella ha ammesso che ci sono molte differenze, ma ha anche affermato che è giusto così perché i film sono molto diversi dai libri e che anche a lei sarebbe piaciuto vedere la storia che ha inventato riportata sul grande schermo uguale parola per parola, ma capisce che non è possibile perché, dice, "I film sono interpretazioni e io devo convincermi che non è più il mio 'bambino', ma qualcosa di diverso".
L'autrice ha partecipato al read-throug, cioè la riunione degli attori che leggono per la prima volta il copione e per lei è stato molto emozionante, ma ancora più emozionante è stato vedere Isla Fischer sedersi alla scrivania e leggere la fattura della Visa... Sì perché quella è la prima vera scena del libro e la prima scena girata nel primo giorno di riprese e per Sophie è stato bellissimo vederla davanti ai suoi occhi dopo tanti anni da quando l'aveva immaginata.
In un altro post avevamo già preanunciato che ci sarebbero state molte differenze rispetto al libro e i primi commenti dei fan al trailer insistono sul fatto che la sceneggiatura sarebbe dovuta essere più fedele al romanzo. La scelta meno apprezzata è stata quella di ambientare la trama in America e non in Inghilterra e dalle prime immagini non piace nemmeno il look di Becky-Isla, forse più "colorata" che elegante.
Su You-Tube si possono vedere anche alcune immagini rubate dai fan sul set, intanto qui sotto postiamo il trailer di due minuti in cui si vedono i protagonisti principali: Isla Fisher-Becky Bloomwood, Kristen Ritter-Suze, Hugh Dancy-Luke (affascinante sì, ma non quanto il vero Luke...). Nella foto un momento clou del film, a quanto pare almeno la sciarpetta di Danny and George ce l'hanno lasciata...

venerdì 19 settembre 2008

Uno sguardo a effetto speciale

Le protagoniste dei nostri libri di chick lit all'inizio della storia (e a volte anche alla fine...) non sono molto avvenenti e spesso sono simpatiche "quattrocchi". Anche Giulia di "Abbasso Cenerentola!" lo è, ma quando ha qualche appuntamente galante si toglie gli occhiali per passare alle lenti a contatto, all'insegna del motto: "Sopporta zitella se vuoi sembrare bella". Effettivamente arriva quasi per tutte il momento in cui ci si stufa della montatura che (nel mio caso, per esempio) lascia un segnaccio rosso sul naso e si decide di provare le lenti a contatto. Un po' di paura all'inizio, poi si loda quel genio di Leonardo, tra i primi a intuirne il meccanismo. Ma la cosa che mi ha sorpreso ultimamente è un'altra. Pensavo che la possibilità di avere uno "sguardo con gli effetti speciali" fosse possibile solo per Marilyn Manson e per gli attori cinematografici. Invece, ho scoperto che esistono delle lenti a effetti speciali accessibili a tutti (per niente costose e si trovano pure su internet) da usare in qualche circostanza particolare o magari ad Halloween (manca poco più di un mese, è bene cominciare a pensarci...). Basta la prescrizione medica e ci si può sbizzarrire cambiando il colore dell'iride o addirittura la forma della pupilla. Potrei addirittura coronare il mio sogno di avere gli occhi da gatto! E sì, perché anche io, come la mia Giulia, sono convinta di essere stata un felino nelle vite precedenti :-D.

mercoledì 10 settembre 2008

Chickipedia non è roba per noi

Il nome avrebbe potuto ingannarci, farci pensare che è qualcosa PER le "pollastrelle", invece si tratta di una sorta di enciclopedia DI pollastrelle. Chickipedia è un derivato di wikipedia che raccoglie biografie, ma soprattutto foto, gossip e indicazioni sulle misure di donne molto belle, che nella maggior parte dei casi appartengono al mondo dello spettacolo. Al momento in cui scrivo si contano già 5,027 chicks e 67,902 immagini. Roba per maschietti si direbbe, nulla che possa avere a che fare con il nostro genere letterario, se non al massimo perché qualcuna di queste ragazze viene scelta come protagonista di film tratti da romanzi di chick lit (come Isla Fisher, nella foto a destra, interprete del film ispirato al bestseller della Kinsella Confessions of a shopaholic). Potrebbe essere una cosa simpatica, se non fosse per il fatto che in questo caso la parola "chick" non viene utilizzata con la nostra ironia, ma per attrarre individui di sesso maschile che già ne parlano nei forum con tanto di bava alla bocca. In questo caso le "chicks" non sono viste come nei nostri libri, cioè come ragazze emancipate, autoironiche, post-femministe. In Chickipedia ci sono solo meri oggetti sessuali. E come in wikipedia ognuno può dare il suo contributo aggiungendo pollastre. Non facciamoci attrarre dal nome insomma, non è roba per noi...

domenica 27 luglio 2008

Pechino 2008 secondo noi


Carissimi, anche per le Olimpiadi terrò un blog di cazzeggio sportivo con la mia socia fille de poche. Passate a trovarci all'indirizzo http://pechinoduemilaeotto.blogspot.com

sabato 24 maggio 2008

Il nuovo libro di Eliselle

Ciao ragazze! Dopo una lunga assenza rieccomi qui a proporvi il nuovo libro di Eliselle. Ecco cosa ci racconta la nostra amica sulla sua ultima "fatica".

"Cristal è una ragazza come tante, innamoratissima e sottomessa al fidanzato: non si lamenta mai dei suoi difetti, dei suoi ritardi e delle sue mancanze e comunque sia si sente una ragazza felice per il solo fatto di avere lui accanto. Quando però viene piantata in tronco nel ristorante più chic della città, la notizia inaspettata la sconvolge così tanto che combina un casino e deve risarcire al proprietario del ristorante un danno astronomico. Copywriter precaria e studentessa a tempo perso, non può certo risarcire da sola il danno, e così, complice una sua collega universitaria che nel tempo libero organizza feste fetish, non trova altra soluzione che lasciarsi consigliare da lei e prende... uno schiavo. Un uomo che la adori, che le paghi affitto, spesa, extra, e la aiuti a risparmiare per togliersi dai pasticci. Le situazioni e gli equivoci che verranno fuori da questa situazione anomala saranno assolutamente imprevedibili, e faranno capire a Cristal l’importanza del volere bene prima di tutto a se stessa e del farsi rispettare, soprattutto dagli uomini.

Fidanzato in affitto , uscito il 15 maggio per la collana Anagramma della Newton Compton, è un romanzo chick lit divertente e frizzante, ma in sé racchiude tematiche contemporanee che permettono di riflettere più profondamente sul ruolo delle donne nella società, sui rapporti di dominazione e sottomissione che intercorrono anche tra persone comuni nella vita quotidiana e sull’influenza del fetish nella moda, nella pubblicità e nell’immaginario collettivo.

Fidanzato in affitto è soprattutto intrattenimento e mi piacerebbe trasmettere ai lettori e alle lettrici il divertimento che ho provato io nello scrivere questo romanzo, che ho sviluppato dall’idea di un racconto nato un paio di anni fa, intitolato Cercasi padrona disperatamente. Non mi resta dunque che ringraziare Lucia per questo spazio e augurare a tutte voi una buona lettura!"
www.eliselle.com; www.delirio.net

lunedì 31 marzo 2008

Lu-Lu-Pa a Galassia Gutenberg

Nel calcio si usano le prime lettere dei cognomi dei calciatori per denominare un tridente particolarmente forte, come il Gre-No-Li del Milan e della Svezia della fine degli anni '40 (Gren Nordahl e Liedholm) o il più attuale ma per ora sfortunato Ka-Pa-Ro (Kakà, Pato, Ronaldo) o il celeberrimo Ma-Gi-Ca del Napoli di fine anni '80 (Maradona, Giordano, Careca). A modo mio, ho fatto parte di un trio niente male alla fiera del libro Galassia Gutenberg: Lu-Lu-Pa, Lucia, Luana e... il Palo dello stand della nostra casa editrice!
Beh, la foto non è venuta benissimo, speriamo siano venute meglio le interviste che presto dovrebbero essere on line. Oltre a vedere la bellissima Napoli, ho avuto la soddisfazione di sapere che "Abbasso Cenerentola!" sta andando bene nelle vendite ed è stato tra i più richiesti.
Il mio libro è stato inserito anche nel circuito di bookcrossing e spero che chi lo trova magari faccia un salto su questo blog a dire la sua.